JoomlaDay 2010: resoconto dell'evento

Verona 9 Ottobre 2010, il terzo JoomlaDay italiano inizia puntualmente nell'Auditorium Verdi di VeronaFiere, una sala già ordinatamente occupata; i primi minuti sono dedicati alle presentazioni e a un saluto iniziale di Jean-Marie Simonet, co-fondatore di Joomla e membro del LeaderShip team del CMS, che si complimenta con il pubblico in sala, definendo gli utilizzatori di Joomla "cleaver" (intelligenti, ingegnosi..) e confessa che 5 anni prima, agli albori del progetto, non si sarebbe mai aspettato un tale successo: Joomla è il secondo Content Manager più utilizzato dopo WordPress e viene adottato come soluzione per progetti Web da alcune delle realtà più importanti dell'informatica tra cui Microsoft e Cisco. A quella di Simonet segue la presentazione degli sponsor, in cui si sottolinea come a sostenere Joomla non sia un proprietario, ma i suoi utilizzatori.
di Tiger Security, azienda specializzata nella lotta contro le minacce informatiche. L'argomento della discussione è incentrato sui pericoli in ambito corporate, sottolineando come per le aziende, alle minacce per i network locali, si siano ormai aggiunti quelli derivanti dal Web; si sottolinea quindi l'importanza della "sicurezza offensiva" che consiste nel testare le applicazioni prima che lo possano fare gli attaccanti, in quest'ottica diventa fondamentale l'impiego di strumenti appositamente dedicati ai test di sicurezza come Back-Track Linux (http://www.backtrack-linux.org/) e di un osservatorio che operi un costante monitoraggio degli exploit come "
Tenendo presente le esigenze legate alla sicurezza, l'utilizzo di soluzione Open Source come Joomla potrebbero ritenersi preferibile in quanto il codice sorgente può essere sempre monitorato da più appartenenti ad una comunità, in questo senso diventano fondamentali politiche di Responsabile Disclousere per la diffusione delle informazioni sulle vulnerabilità
È quindi il turno di Pietro Bramati, con il suo talk dedicato a come "Ottimizzare Joomla su Windows"; durante l'intervento sono stati sottolineati gli sforzi fatti da Redmond per il funzionamento di PHP su Windows e IIS; CGI, lento e stabile, e ISAPI, veloce ma instabile, sono stati sostituiti da FastCGI, in grado di garantire maggiore affidabilità e buone prestazioni; FastCGI è stato testato su applicazioni Open come Joomla per valutarne la validità, i risultati positivi hanno portato alla creazione di strumenti per semplificare l'utilizzo di questo CMS su Windows, come per esempio:
- Web Platform installer, che consente di godere di un'installazione di Joomla in pochi click;
- Microsoft Matrix: un editor che riconosce la sintassi PHP e che consente di ricercare gli hoster più adatti per il proprio progetto basato su Joomla;
- SEO Tool per Joomla, che si integra direttamente nel pannello di controllo di IIS 7.5 e riesce ad analizzare un sito alla ricerca di violazioni, proponendo gli eventuali rimedi.
Microsoft sembra puntare molto sull'integrazione con soluzioni Open Source realizzate in PHP, soprattutto tenendo conto di un mondo aziendale che le associa sempre più spesso a strumenti closet, magari concepite con ASP.NET.
Nel terzo intervento si torna a parlare di sicurezza, con un talk di Marco Mangione, CEO di JoomlaHost; vengono sottolineate innanzitutto le regole fondamentali per proteggere un sito basato su Joomla (e non solo):
- aggiornare il core;
- eseguire backup periodici;
- non utilizzare componenti di provenienza incerta.
Mangione sottolinea come un importante ostacolo contro gli attacchi sia costituito dagli stessi Webmaster e dall'osservare poche regole basilari per la tutela dei siti Web; a questi comportamenti responsabili, JoomlaHost aggiunge strumenti dedicati alla sicurezza come Joomla Check, che avverte l'utilizzatore della presenza di nuovi aggiornamenti, e Joomla Security Pack (JSP) che aggiorna automaticamente il core e avverte i Webmaster nel caso vengano integrati componenti pericolosi. Mangione parla di 150 mila attacchi bloccati ogni giorno da JoomlaHost, e sottolinea come l'importanza della sicurezza per le applicazioni venga spesso sottovalutata, anche perché spesso si ignorano le possibili implicazioni penali per i proprietari dei siti Web che possono derivare dai contenuti uploadati abusivamente in siti attaccati.
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