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Lunedì 07 Febbraio 2011 14:52 |
Indirizzi IPv4 finiti nel 2011, poi IPv6 o niente
Settimana scorsa sono stati consegnati gli ultimi blocchi d'indirizzi IPv4, necessari a sopperire la richiesta fino al termine del 2011. Nel frattempo ci si prepara all'IPv6: Microsoft con Bing e i governi facendo i conti di quanto costerà il passaggio al nuovo protocollo.
L'ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, ha dichiarato di aver distribuito gli ultimi blocchi di indirizzi internet con protocollo IPv4. L'annuncio è arrivato durante una conferenza a Miami, dove si sono riunite 4 organizzazioni no-profit, che insieme coordinano il sistema di indirizzi web mondiale e i suoi standard tecnici.
Con l'assegnazione di due "blocchi" di circa 33 milioni d'indirizzi IPv4 al RIR (Regional Internet Registry) della regione Asia-Pacifico, la disponibilità d'indirizzi globale si è abbassata talmente tanto da richiedere un piano d'azione per distribuire gli indirizzi rimanenti fra i 5 RIR mondiali.
Dunque il passo successivo sarà prepararsi all'introduzione del protocollo IPv6. Ma in Europa (e in Italia) siamo pronti per questo passaggio? La tedesca Bitkom (Federal Association for Information Technology, Telecommunications and New Media) evidenzia un notevole ritardo del nostro continente nello sviluppo del nuovo standard IP. "Per la fine del 2011, non ci saranno più indirizzi in formato IPv4 disponibili", commenta August-Willhelm Scheer, presidente di Bitkom.
La situazione europea è difficoltosa perché il passaggio all'IPv6 sta procedendo molto più lentamente rispetto ad Asia e America. La Bitkom si è così rivolta agli operatori tedeschi, chiedendo di affrontare il problema con urgenza. Chissà se servirà da monito anche per il nostro paese.
Nel frattempo Microsoft si aggiunge alla lista di aziende che parteciperanno al giorno mondiale dell'IPv6, (8 giugno 2011, primo test mondiale per l'IPv6), con una versione di Bing funzionante con il nuovo protocollo. "Il traffico IPv4 continuerà a fornire la connessione a Bing senza nessun cambiamento", ha dichiarato Kevin Boske, Program Manager di Bing. "La maggior parte degli utenti non si accorgerà nemmeno di questa transizione".
Ma quanto costerà il passaggio a questo nuovo protocollo? Secondo alcune stime, il passaggio del governo federale degli Stati Uniti da IPv4 a IPv6 costerebbe circa 75 milioni di dollari. Il CEO di ICANN, Rob Beckstrom, prevede che per "trasportare" verso l'IPv6 una nazione emergente di 50 milioni di abitanti sarebbero necessari circa un miliardo di dollari.
"In ogni caso si parla di miliardi di dollari a livello globale", continua Beckstrom. Aspettiamo di scoprire quanti euro saranno necessari alla cara e vecchia Italia.
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| ASUS ENGT430 GeForce GT430: NVIDIA Fermi sotto i 100 euro |
GeForce GT 430 è una novità assoluta per i prodotti NVIDIA basati su architettura FERMI poiché rappresenta uno dei primi passi mossi dal gigante Californiano nella realizzazione di una scheda video a basso costo con specifiche Full HD, potenzialità in ambito gaming e supporto a Microsoft DirectX 11 e Shader Model 5: con GeForce GT 430, NVIDIA vuole insinuarsi nella fascia di prezzo compresa tra 75 e 85 Euro che, allo stato attuale, è occupata stabilmente da Radeon HD 5650 e GeForce GT 240, e garantire una certa verve in ambito ludico senza gravare eccessivamente sulla spesa dell´utente finale.

Il modello che ci viene consegnato è quello di casa Asus che, denominato ENGT430, offre alcune soluzioni tecniche aggiuntive rispetto al reference design come ventola con sistema antipolvere, che dovrebbe allungare la vita del sistema di raffreddamento ed evitare il noioso fenomeno della rumorosità a freddo causata da indesiderate intrusioni all´interno del motore, protezione aggiuntiva per la GPU, che impedisce al dissipatore di traballare durante le fasi di montaggio e smontaggio evitando deleterie scheggiature del core grafico, e dotazione estesa in memoria video, pari ad 1GB GDDR3.

Ci rendiamo conto della natura economica del prodotto già a guardare la dotazione di serie: sono presenti, infatti, il soloCD dei drivers, la Quick Setup Guide e due staffe per il montaggio in case per personal computer a mezz´altezza odHTPC, eventualmente da sostituite a quella originale già avvitata al PCB. |
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ASUS è la prima ad adottare l’Energy Efficient Ethernet |
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Scritto da Administrator
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Sabato 02 Ottobre 2010 09:14 |
ASUS è la prima ad adottare l’Energy Efficient Ethernet
ASUS ha annunciato l’introduzione dello standardIEEE 802.3az Energy Efficient Ethernet (EEE), all’interno dei nuovi modelli di schede madri.
Il più grande produttore di schede madri al mondo ha deciso, quindi, di adottare nei suoi prodotti il nuovo standard IEEE per il risparmio di energia nel protocollo Ethernet, grazie al quale si potrà ottenere un risparmio dei consumi fino all’81.3%.
L’idea alla base dello standard IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) è quella di ridurre la potenza utilizzata per trasmettere i dati nei periodi di minima attività della rete Ethernet. Il nuovo standard sarà quindi in grado di valutare l’utilizzo del link e i livelli di attività, e in base a questo, sceglierà la potenza necessaria per realizzare una corretta comunicazione.
È facile intuire come questo permetterà di risparmiare una notevole quantità di energia, soprattutto in quei periodi in cui la rete si trova in idle e non necessita di elevate potenze.
Ad esempio, in una Gigabit Ethernet Lan, nei periodi di minor utilizzo della rete fino ad ora venivano consumati ben 476.8mW, mentre con lo standard IEEE 802.3az si arriverà a consumare solamente 89.1mW.
Tale soluzione ASUS la implementerà dapprima nei modelli M4A89, M4A88, M4A87TD, ma promette che estenderà questo nuovo standard a tutte le nuove schede madri che usciranno prossimamente sul mercato.
Continua quindi lo sforzo dei produttori nel cercare di implementare tutte le tecniche possibili per ottenere il maggior risparmio di energia, anche se la strada da percorrere per l’ottimizzazione dei consumi è ancora molto lunga. |
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Ultimo aggiornamento Sabato 02 Ottobre 2010 09:19 |
Samsung Galaxy Tab da 10″ arriverà nel 2011
Sono passati solo pochi giorni dalla presentazione ufficiale del Samsung Galaxy Tab, eppure si rincorrono sin da ora le voci su un’ulteriore novità di Samsung nel campo deitablet .
Si parla infatti di un nuovo Galaxy Tab che, stando alle indiscrezioni, potrebbe avere undisplay da 10 pollici e potrebbe essere basato su una delle prossime versioni di Android, il sistema operativo open source che equipaggia già l’attuale Galaxy Tab.
Dal punto di vista multimediale dovrebbe essere inoltre garantito pieno supporto alla riproduzione di filmati Full HD con risoluzione 1080p30, merito, questo, della scheda grafica dedicata nVidia Tegra 2, che offrirebbe inoltre un’uscita video HDMI 1.3a per consentire di interfacciare il tablet coreano con televisori e altri apparecchi digitali.
Le indiscrezioni diffuse in Rete dicono che questo nuovo prodotto potrebbe arrivare entro la prima metà del 2011, andando così a comporre l’offerta di Samsung insieme al “fratello” più piccolo, ovvero l’attuale Galaxy Tab appena presentato. |
Apple iPad: bello, costoso e inutile?
Sono trascorse poche ore dalla presentazione dell’ultimo gioiello tecnologico di Apple, ma sono già centinaia le discussioni pro e contro che è possibile leggere in Rete.
Su una cosa sono tutti d’accordo: è un dispositivo molto gradevole esteticamente. Ma sono in molti a chiedersi: “A cosa serve?”. Vediamo dunque di esaminare in dettaglio i pregi e i difetti del tablet Apple.
Steve Jobs durante il keynote ha presentato l’iPad come il sostituto del netbook, essendo in grado di eseguire gli stessi compiti, ma molto meglio. L’iPad rappresenta per Jobs il punto di unione tra gli smartphone e i notebook: “il problema dei netbook è che sono migliori in niente”.
Le caratteristiche hardware più interessanti sono sicuramente il SoC Apple A4 e il display multitouch capacitivo da 9,7 pollici con risoluzione di 1024×768 pixel. Sulle prestazioni del chip non si può ancora dire nulla, in quanto mancano test specifici e confronti con i diretti concorrenti (come lo Snapdragon di Qualcomm). Parliamo invece del display.
Uno dei compiti che il tablet di Apple è in grado svolgere è la riproduzione video HD fino a 720p in standard H.264 (ovviamente il contenitore è MOV non MKV), ma lo schermo ha un aspect ratio di 4:3 non 16:9 come la totalità dei video HD. Potrebbe essere visto come un compromesso per poter sfruttare la qualità del display durante la navigazione Internet, la lettura e l’esecuzione di giochi.
Il display è ottimo per visualizzare pagine Web, applicazioni grafiche e immagini, ma come si può leggere un libro su uno schermo LCD in condizioni di luce non ideali o addirittura alla luce del Sole, senza stancare gli occhi? Meglio allora acquistare un vero eBook reader che utilizza la tecnologia e-ink, perfetta per la lettura sotto una fonte luminosa diretta.
Uno dei pregi che abbiamo evidenziato nell’articolo sull’iPad è la compatibilità delle applicazioni sviluppate per iPhone e iPod Touch, in quanto l’iPad ha un sistema operativo derivato da quello dei fratelli minori. Purtroppo però ciò comporta anche delle limitazioni, come la mancanza del supporto Flash e, ancora più grave, l’assenza del multitasking per le applicazioni non Apple. Non era forse meglio installare una versione light di Mac OS X?
Per quanto riguarda la dotazione hardware dobbiamo segnalare la mancanza di una fotocamera, di una porta USB e soprattutto di un card reader, necessario per una eventuale espansione (la versione più economica ha solo 16 GB di memoria), senza ricorrere a costosi accessori esterni. Infine, l’iPad non può essere nemmeno considerato uno smartphone, in quanto il modulo 3G è abilitato solo alla trasmissione dati.
Insomma, come tutti i nuovi prodotti Apple, anche l’iPad ha avuto un enorme impatto mediatico, ma il suo successo sarà garantito dalle sue caratteristiche rivoluzionarie o solo perché è un prodotto fashion? |
Distribuiti i primi processori Intel Sandy Bridge
Sandy Bridge è la prossima architettura per microprocessori Intel, basata sulla stessa tecnologia di processo (32 nanometri) dell’attuale Westmere.
Paul Otellini, CEO e presidente di Intel, ha dichiarato che sono già stati distribuiti migliaia di sample ad un numero elevato di clienti. La produzione in volumi inizierà il prossimo anno.
Le prime CPU Intel Sandy Bridge avranno due e quattro core con tecnologia Turbo Boost e HyperThreading, oltre ad un processore grafico integrato che, a differenza di Westmere, sarà sullo stesso die dei core x86. I processori saranno indirizzati al mercato mainstream, ovvero la stessa fascia coperta dagli attuali Core i7, Core i5 e Core i3, con differenti TDP (65 W per dual core e quad core) e 95 W (per quad core).
Il socket LGA 1156 verrà sostituito dal nuovo LGA 1155, compatibile con i chipset della serie 6, indicati con il nome in codice Cougar Point. Come è noto, ci sarà il supporto integrato per lo standard SATA 6 Gbps, mentre l’USB 3.0 non dovrebbe rientrare nei piani Intel.
Una delle novità di Sandy Bridge è rappresentata dalle istruzioni AVX (Advanced Vector Extensions), che consentiranno di incrementare le prestazioni delle operazioni in virgola mobile e dei software multimediali, grazie all’aumento della larghezza dei vettori da 128 a 256 bit e all’utilizzo di una sintassi non distruttiva a tre operandi.
I processori di fascia alta, a sei e otto core, saranno invece disponibili dopo il secondo trimestre del 2011. |
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